Valentina Pica

Successo autentico e durevole: come fare?

In base alle mie ricerche e alla pratica professionale della consulenza strategica e performance coaching per piccole e medie imprese e professionisti mi sto accorgendo che per far si che un/a professionista, un’impresa o un’organizzazione, anche pubblica, abbiano risultati sostenibili, ossia durevoli, condivisi e apprezzati da chi li segue o usa i loro servizi, occorrono tanti fattori allo stesso tempo.

Nel business a livello aziendale è risaputo che è necessario definire un percorso orientato verso risultati misurabili, disegnati ragionando in prospettiva, secondo una strategia che prevede l’individuazione di fattori di performance (key factor indicators) e dei propri obiettivi orientati ai risultati, o objectives and key results (famosi OKR).

Nella vita, tutto questo va bene, ma spesso non viene applicato dai professionisti e dai piccoli imprenditori, che spesso non ne conoscono l’esistenza. Inoltre si aggiungono doti straordinarie necessarie che accomunano tutte le persone di successo; per citarne alcune: passione forte e costante, impegno, creatività, proattività, intuito, disciplina, lungimiranza, fiducia. Sono doti che hanno a che fare con l’atteggiamento, il carattere e la storia personale e che non tutti riescono a mantenere per lungo tempo.

Parte del mio lavoro consiste nell’orientare i miei clienti a ottenere e mantenere queste doti e all’applicazione della strategia, meglio nota nelle grandi aziende, identificando insieme i propri fattori di performance  e i propri obiettivi orientati ai risultati, in modo da poter valutare, monitorare e gestire la propria crescita.

Cos’è il successo autentico?

Il desiderio di raggiungere il successo è qualcosa che fa parte di noi dalla notte dei tempi e che spesso viene percepito come legato alla felicità. Per alcuni è crearsi una famiglia, per altri vuol dire scoprire il mondo e viaggiare, per altri ancora produrre qualcosa con le proprie mani, di unico e di utile. Ognuno ha una propria definizione di realizzazione personale, più o meno relazionata al lavoro e al ruolo ricoperto nella società.

Purtroppo esistono una serie di fattori condizionanti che poi spesso provocano vari ostacoli che si frappongono tra le inclinazioni vere della persona e il suo stile di vita (l’educazione familiare, l’esperienza degli studi, gli incontri avuti nella vita).

Credo fermamente che per molti di noi la felicità dipende in larga parte dalla realizzazione nel lavoro, che spesso è data dal mettere a frutto i propri talenti.

Il successo autentico è spesso legato a quanto si riesce a essere fedeli al proprio modo profondo di essere, alimentando le proprie curiosità.

Ci sono molti altri fattori che incidono, e che sono delle conseguenze della scelta di seguire se stessi e lavorare su di sè. Queste conseguenze sono legate alla strategia data dalla propria visione e dalla propria missione o proposito, il lavoro che scegliamo come servizio, che offriamo alla società facendo fruttare i nostri talenti e seguendo le nostre inclinazioni.

Molte persone però, non riescono a trovare una propria strada, sia per questi fattori condizionanti che per il fatto che sentono o credono di non avere particolari doti o talenti.

La questione è complessa e a me piace fare ordine. Voglio esportela mediante uno schema essenziale.

I fattori del successo autentico e sostenibile

Innanzi tutto occorre fare un’analisi preliminare del punto di partenza. Si possono utilizzare molti metodi, a seconda del contesto e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Ultimamente ho impiegato molto l’analisi SWOT ( acronimo per strengths, weaknesses, opportunities, and threats: punti di forza/punti di debolezza/opportunità/ minacce), uno strumento pratico e semplice che permette di osservare su un unico foglio gli elementi in gioco per poter fare una prima valutazione su dove dirigersi e quali cose evitare o migliorare e per ottenere il maggior numero di informazioni possibili, per portare poi il cliente a prendere le decisioni migliori per delineare una strategia vincente.

Ho scoperto che la maggior parte delle persone non riesce a focalizzarsi su obiettivi già raggiunti e a riconoscersi dei punti di forza. Quando gli si chiede in una coaching o in una consulenza di metterli per iscritto, scoprono con grande stupore doti che non credevano di avere.

Mi sono accorta anche però che non basta applicare la logica. In molte occasioni bisogna andare a lavorare su quella che alcuni operatori olistici e docenti di meditazione, come Daniel Lumera, definiscono intuizione, che scaturisce da uno stato dell’essere. Una dote fondamentale spesso per prendere buone decisioni e raggiungere un successo autentico, personale, di carriera e sociale (se non conosci Daniel e i suoi studi sul successo, ecco un libro che ti può interessare: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-arte-di-far-succedere-le-cose-libro.php).

Di recente ho approfondito questo aspetto del comportamento umano: la capacità di prendere migliori decisioni in modo intuitivo, anche grazie al libro di Francesco Martelli, formatore e coach in aziende in tutto il mondo: “Decision Making, come prendere decisioni efficaci con l’intuito” (lo trovi anche in formato audiolibro su Amazon Audible a questo link: https://www.amazon.it/Decision-prendere-decisioni-efficaci-lintuito/dp/B01BY1VZF2).

Si tratta quindi, per quello che posso osservare e  dai risultati che ho ottenuto con il mio metodo strategico e di decision-making, di far lavorare in equilibrio la logica analitica con la parte più sottile e percettiva di noi: qualcosa che le scienze olistiche definiscono come anima, che, sembra, risieda nel cuore.

Secondo le ricerche dell’HeartMath Institute della California l’intelligenza del cuore permette alla mente di essere più lucida e di seguire desideri autentici. Quando la persona si distanzia per un momento dagli stimoli esterni, l’ansia, la preoccupazione o la paura, mediante esercizi disegnati per entrare in “frequenza cardiaca armonica” (molto simili agli esercizi di rilassamento e Mindfulness), diventa più creativa, produttiva, e letteralmente “riceve” soluzioni e risposte ai propri problemi.

Il sistema HeartMath mostra come creare una connessione con l’intelligenza intuitiva del cuore. Quando le persone sviluppano questa forma di intelligenza riescono a padroneggiare la loro mente, gestire le proprie emozioni e raggiungere una maggior capacità di creare cambiamenti positivi nella propria vita e in quella degli altri.

Diverse ricerche hanno mostrato che usare l’intelligenza del cuore porta un abbassamento della pressione sanguigna, migliora il sistema nervoso, crea un equilibrio ormonale e facilita le funzioni cerebrali. Leggi qui per approfondire: https://www.ipermind.com/heartmath-gestire-le-emozioni/.

La mappa per seguire il tuo successo

Non voglio ripetere le formule del successo, i segreti e le doti che hanno le persone di successo, tutte informazioni preziose ma che puoi trovare sul web. Di seguito ti riporto i riferimenti ai blog che reputo più seri in materia, e dove puoi approfondire da te:https://www.mysinergicamente.com/segreti-delle-persone-di-successo/https://www.efficacemente.com/successo/persone-di-successo/; https://psicoadvisor.com/12-abitudini-delle-persone-successo-4694.html; https://www.mauriziodalsanto.com/la-relazione-tra-successo-e-consapevolezza/#. 

In questo breve articolo desidero riassumerti in modo sintetico e in ordine di priorità quelli che secondo me sono i punti cardinali di una mappa che porta a un successo autentico, pieno e durevole.

  • Ascolto di sè. Questa pratica è molto importante per sviluppare l’intuizione e prendere migliori decisioni con l’intuito. Si sviluppa per gradi, mediante la pratica del silenzio, di cui ho già parlato nel mio podcast “The Miracle Strategies”, che trovi nel gruppo privato di facebook “Pace mentale e ottima produttività” (chiedi di accedere dalla pagina principale:). La pratica del silenzio si può attuare mediante esercizi molto semplici di respiro consapevole ad occhi chiusi e restando in silenzio, anche solo 5 minuti al giorno. Questo libera la mente e le toglie il sovraccarico di stress. Se i pensieri non si fermano, lasciali scorrere, senza giudicarti. Non “devi” silenziare la mente ma solo “stare” con quello che c’è. Questa pratica ti permette di aumentare le tue doti intuitive per comprendere chi sei, cosa vuoi fare e dove stai dirigendo la tua attività, o cosa vuoi realizzare. Potrai poi intraprendere un’azione ispirata.
  • Sviluppare la proattività. Ripetiti affermazioni potenzianti come “tutto ciò che mi ha fatto soffrire, è accaduto per la mia crescita e io gli ho dato il permesso”; “nulla può farmi danno, se non gli do questo potere”; queste frasi ti permettono di sviluppare flessibilità mentale e di rovesciare anche le situazioni più spiacevoli per riuscire a reagire. Una persona proattiva è una persone che non si da per vinta e che fa accadere le cose. Queste sono doti fondamentali di ogni persona di successo.
  • Mantenere una disciplina e una routine. Ogni giorno, dedica anche pochi minuti a esercizio fisico e a piccoli rituali di connessione e di preparazione mentale. Ti consiglio di leggere ad alta voce affermazioni potenzianti al mattino presto. Inoltre, ricorda sempre di mantenere un livello consapevole di umiltà e distacco dal risultato, senza appesantire la tua giornata. Scrivi i tuoi obiettivi sul tuo diario la sera prima, ma non essere troppo ossessionato dall’ottenere le cose. Lascia andare e cerca sempre leggerezza. E soprattutto, cerca di divertirti più che puoi a realizzare i tuoi obiettivi, godendoti la tua creatività.
  • Tenere un diario di pianificazione. Scrivi su un diario personale le tue to do list giornaliere in ordine di priorità (azioni più importanti e meno importanti) e fai pianificazione settimanale, mensile e annuale. Nella pianificazione annuale ti consiglio di inserire anche una “mappa” dei tuoi valori e una mappa mentale o brainstorming delle parole chiave della tua attività o progetto.
  • Meditare e fare esercizio bio-energetico, come lo yoga. Aiutare il corpo a connettersi e armonizzarsi con la tua anima aumenta la coerenza tra mente e cuore. Meditare amplifica la capacità di “ricevere” intuizioni profonde. Puoi iniziare la tua pratica meditativa leggendo una guida fantastica che a me ha aiutato moltissimo: “La pratica della consapevolezza” di Henepola Gunaratana (link per l’acquisto presso Macrolibrarsi: https://bit.ly/-pratica-consapevolezza).
  • Lavorare sui propri spazi di lavoro e di casa per riordinarli e curarli energeticamente. Sono una fan del Feng Shui e ho notato come spazi trattati con i suggerimenti di questa antica disciplina (dai colori alle disposizioni dei mobili, l’ordine e la pulizia) fanno la differenza sul nostro livello di energia e aumentano le capacità cognitive e percettive, in quanto interagiscono con le nostre sinapsi neuronali attraverso i neuroni specchio ma non solo. Per approfondire, guarda il mio video: https://bit.ly/-migliorare-energia-ambienti . Puoi combinare il Feng Shui con il Decluttering, una pratica contemporanea di riorganizzazione degli spazi, soprattutto di lavoro. Non lo conosci? Leggi il mio articolo: https://bit.ly/-decluttering. 
  • Riprogrammare la propria mente e rilasciare emozioni bloccanti legate al passato. Questo ultimo punto apre un mondo che ti posso riassumere regalandoti un semplice esercizio che ho trovato molto utile e che ho ripreso dal bellissimo libro del ricercatore Vincenzo Fanelli ” La riprogrammazione della Mente Quantica”: ossia, la “linea del tempo”.Viaggiamo troppo appesantiti dal nostro passato e dobbiamo liberarci da emozioni che sono rimaste bloccate (delusioni profonde, ferite del bambino interiore..). Con un semplice esercizio di PNL puoi istantaneamente andare a trasformare alcuni momenti difficili del passato dove ti sei trovata/o a subire traumi, perché non avevi le risorse per gestire emotivamente la situazione. Le emozioni che questi traumi ancora ti fanno rivivere quando qualche evento simile al tuo vissuto passato te le riattiva, sono ingestibili molte volte e quindi è bene guarirle. Inoltre possono portarti ad avere comportamenti poco costruttivi o a prendere decisioni non buone per il tuo futuro. Fai 5/6 respiri profondi ad occhi chiusi. Rilassati in totale silenzio. Immagina una luce bianca cristallina che ti avvolge. Scendi lentamente una scala che ti porta in un luogo molto profondo, con un giardino, dove ti senti al sicuro. Siediti sul prato di questo giardino. Torna con la mente a quel momento del passato e chiediti: come reagirei ora con quella dote che ho ormai acquisito? Senti la emozione correlata a questa dote, “portala” con te nel momento passato che stai rivivendo, e agisci in modo diverso. Guarda come si risolve il momento e l’azione si sviluppa in modo nuovo. Per realizzare al meglio questo esercizio di riprogrammazione ti consiglio di prenotare una consulenza con me dove ti guido a svolgerlo in totale sicurezza:

Puoi mettere in pratica tutte queste strategie insieme ogni giorno, ritagliandoti mezz’ora o un’ora di tempo per fare gli esercizi richiesti, oppure, specie nei giorni più impegnati, puoi fare solo quelle che senti essenziali e prioritarie per te in questo momento.

Successo autentico: una questione di armonia tra corpo, mente, e cuore

Da questo quadro sintetico in cui veramente ho cercato di riassumerti al massimo e nel modo più semplice possibile il vastissimo mondo del successo consapevole, si può osservare che il successo è dato da un percorso, un processo che fa vivere in modo più felice, ed è il prodotto di una unione, integrazione o armonia di almeno 3 parti fondamentali di noi che racchiudono i fattori di cui ho parlato all’inizio: corpo, mente e cuore.

Potrai vedere da te come si tratti di far funzionare dei meccanismi di un unico grande ingranaggio, farli dialogare tra loro, e mettere in moto la ruota per dirigerla verso la direzione della tua visione.

Credo che questo processo caratterizzi ogni ambito della nostra vita, laddove si voglia far funzionare le cose. E credo anche che a volte l‘ingranaggio complesso della ruota si inceppa perché si sono trascurate una o più parti della mappa (il corpo, le emozioni, o la mente) per qualche giorno, un giorno solo, o per un pò di tempo.

Oppure a volte ci blocchiamo o cadiamo in errore perché doveva andare semplicemente così, e quell’esperienza, seppur difficile e dolorosa, ci può servire per continuare a crescere e perseguire il nostro scopo.

Quello che credo sia fondamentale è comprendere profondamente, con il cuore, quanto sia anche importante sbagliare. E quindi accogliere il fallimento come una rinascita in potenziale.

Questo è ciò che fa un leader consapevole: saper comprendere come imparare da un errore, o da una delusione, anche molto forte, e rialzarsi. Senza arrendersi.

Come si fa a non arrendersi?

Il fatto che tu non ti arrenda non dipende da particolari competenze o dagli studi che hai fatto. Ci sono persone con pochissime competenze che hanno comunque raggiunto il successo, nonostante le critiche.

Dipende dalla motivazione, dal tuo perché. Se hai una motivazione sufficientemente forte, non ti fermerai. Qui torna in gioco il cuore, che ci da la risposta alla domanda fondamentale: “Perché voglio questo? Perché lo sto facendo?”. E questo si ricollega al proposito, lo scopo o la visione. Puoi guardare due miei video dove ho parlato di questo: https://bit.ly/scopo-propositohttps://bit.ly/-motivazione.

Nel trovare il tuo scopo, pensa anche a come puoi essere utile alla società con il tuo servizio o progetto.

Ti lascio con la riflessione di un’imprenditore americano che ho letto per caso, ma che fa al caso nostro:

“Da tanto si sa che le persone non agiscono al loro pieno potenziale (o al massimo delle loro abilità). Penso che in gran parte non sia solo a causa di problematiche mentali o strategiche. Penso sia anche perché non hanno formulato uno scopo che corrisponda a ciò che vorrebbero fare e che sia a beneficio degli altri.
Penso sia questa la chiave della felicità: prefiggetevi di fare qualcosa in cui siete capaci e che vi piaccia fare e che aiuta voi e gli altri allo stesso tempo. Allora avrete una vita felice. C’è una profonda relazione tra stabilire il vostro scopo, raggiungerlo, aiutare altri, la felicità e la sopravvivenza. E penso che una semplicissima strada per essere più vivi sia semplicemente revisionare le cose verso cui stiamo andando.”

David Mayo, fondatore dell’ Advanced Ability Center di Santa Barbara.

Per concludere.. un’osservazione

I fattori che accomunano il percorso verso la propria realizzazione autentica sono secondo me molto importanti per avere delle linee guida essenziali per la definizione del proprio Business Plan nel caso in cui si voglia lanciare un progetto di micro-impresa o un business online.

Mi è capitato di seguire una cliente che vuole potenziare il proprio Personal Branding ma ha alcuni blocchi a livello di mindset e di atteggiamento, oltre che dei deficit a livello di skills nel social media marketing. Aiutandola a realizzare un livello di comunicazione efficace nei suoi canali, mi sono resa conto di quanto avere le idee chiare su chi si è e cosa si vuole fare sia la base necessaria per qualsiasi percorso successivo di lavoro sulla Branding Identity.

Attualmente ho capito che la mia attività di coaching si lega all’orientamento decisionale che porta alla definizione delle proprie strategie di marketing e per riuscire in questo mi sto specializzando sull’autenticità come motore essenziale di un posizionamento di successo. Scriverò un nuovo articolo dove osservo i punti di connessione tra il lavoro sulla propria autenticità come professionisti e imprenditori e il lavoro sul proprio Personal Branding.

Crisi Covid-19. Strategie di resilienza: mindset e marketing.

Il periodo che stiamo attraversando fa percepire i risvolti già preannunciati dell’Antropocene.

Un’era complessa, che preannuncia un periodo di grande cambiamento e trasformazione, che secondo il docente di Urbanistica dell’Università di Palermo, Maurizio Carta, autore del libro “Futuro, come vivere dopo la pandemia”, si può chiamare NeoAntropocene.

(Link a un mio articolo su Linkedin su di lui: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6650850553276571648/).

Occorre ridisegnare le nostre città in modo partecipato; creare strumenti digitali che favoriscono le relazioni e la risposta dei servizi che ascoltano le necessità emergenti.

L’attenzione all’ambiente e alle relazioni tra comuni minori (networks territoriali) stanno emergendo sempre di più agli occhi dei valutatori dei finanziamenti dei fondi strutturali, che vanno ottenuti e spesi.

L’Italia Digitale, prima di questa crisi, stava stentando a costruirsi, ma credo che si possa prevedere o auspicare una infrastrutturazione massiva nel Paese per garantire la banda larga, viste le attuali necessità.

Le piccole e medie imprese devono necessariamente gestire le analisi che precedono azioni di marketing più o meno efficaci, ossia lavorare sullo studio di mercato, dei reali bisogni dei potenziali clienti, e del cambiamento di questi bisogni in atto.

Simona Ruffino, esperta in strategie di Branding, parla di “marketing umano” (Link al suo sito: https://www.simonaruffino.it/).

Secondo lei occorre prima di tutto:

  1. Delineare una comunicazione efficace basata sull’ascolto del territorio e delle esigenze dei clienti.
  2. Curare le relazioni, le strategie di interazione con i propri potenziali acquirenti, magari offrendo dei pacchetti con prezzi vantaggiosi rimandando i pagamenti.
  3. Disegnare scenari futuri costruendo valore, e curando tutti gli aspetti del proprio brand: dal logo, al sito, fino ad arrivare a attività live (video-interviste, eventi su Event Brite, offerte su Amazon).

Personalmente credo che in questo bellissimo Paese, l’Italia, mancano una cultura digitale diffusa e una cultura d’impresa efficace. Come Simona, è una missione che ho iniziato a portare avanti quest’anno dopo tanti anni in cui mi sono occupata di ricerca scientifica.

COME IL MARKETING DIGITALE AIUTEREBBE A USCIRE DALLA CRISI IN ATTO

Sono certa che si aprono davanti a noi scenari profondamente trasformativi.

I progettisti dovranno ripensare l’architettura come un servizio che risponda a questa emergenza; i politici dovranno aprire a scenari di sostenibilità e diminuzione delle contaminazioni (o, almeno, mi piace pensare che lo faranno).

Cosa possiamo fare noi consulenti e professionisti per contribuire dal basso, con strumenti che sono nelle nostre mani? Credo che il digital marketing possa dare delle risposte.

Può permettere di infittire reti collaborative e l’acquisizione di clienti. Inoltre assicura il potenziamento del lavoro freelance, che può diminuire le contaminazioni dovute ai pendolarismi (spostamenti casa-lavoro).

Non tutti gli studi professionali o le piccole e medie imprese però sono pronti per questo cambiamento. Ecco quindi alcune linee guida.

RICONVERTIRSI AL DIGITALE

Ogni professionista che voglia essere attivo sul mercato e crescere con la propria attività dovrà dotarsi di una cassetta di strumenti che gli permettono di gestire la complessità.

Tutte le azioni di marketing e di comunicazione possono essere estremamente efficaci per poter avere clienti, convertire e ottimizzare il proprio lavoro. Ma si tratta anche di un mondo complesso che va affrontato con i giusti passi, e questo si può fare solo con una strategia disegnata su misura in una consulenza one to one con il cliente.

Occorre iniziare a capire:

1. la Visione, il Proposito, che obiettivi si vogliono raggiungere con la propria attività;

2. Costruire la parte del copy, della comunicazione, cosa comunicare, come, e su quali canali; definire il proprio elevator’s pitch o claim..

3. Costruire la parte grafica, visual, del proprio brand, curandone i vari aspetti, come la palette di colori, i simboli, il banner e le varie grafiche per i social media.

COSTRUIRE IMPRESE E STUDI PROFESSIONALI CAPACI DI RISPONDERE AL CAMBIAMENTO

Per essere competitivi nella fase di ripresa post-emergenza, bisogna iniziare a informarsi e a lavorare da subito.

Oltre alla cura di questi passi fondamentali, bisogna curare molto il proprio asset mentale, sviluppando un atteggiamento pro-attivo e responsabile: ossia abile a rispondere.

Obbligo di noi formatori e consulenti credo sia il fare cultura d’impresa e diffondere le potenzialità del digital branding, allacciando alleanze e collaborazioni con gli specialisti e i tecnici (dai SEO specialist ai Content Marketing creators..).

Durante il mio percorso come ricercatrice nel campo dello sviluppo strategico del territorio e la protezione del patrimonio locale, ho iniziato a intuire come l’e-commerce marketing e le strategie digitali possono concorrere allo sviluppo sostenibile del nostro bellissimo Paese.

In questo contesto, le piccole e medie imprese sono l’ossatura dell’economia locale, e devono apprendere l’impiego di strumenti di monitoraggio, applicando i key factors indicators, o indicatori di performance, che di solito sono alla portata solo delle grandi aziende; ma non solo, devono anche fare un upgrade della loro comunicazione online a livello locale.

Oggi si sta parlando anche di urban marketing e, finalmente, di analisi dei bisogni.

UN ESEMPIO

Un esempio pratico: un mio cliente, possessore di una piccola impresa nel campo food, è stato guidato da me nell’analisi dei bisogni locali durante questa crisi.

Abbiamo individuato suoi possibili joint ventures, ossia partners, per una iniziativa di servizio a domicilio. Ha iniziato a fare da linker attivando il servizio per vendere i prodotti di questi suoi partners, oltre ai suoi.

Questa nuova attività è stata attivata in una cittadina di provincia semplicemente ascoltando i nuovi bisogni e creando il piano di comunicazione con i clienti, e sui canali social media di questo cliente.

Sarà ancor più efficace creare delle app apposite gestire dai vari brand o dalle PMI locali per facilitare l’attivazione di questi business.

UNA RACOMANDAZIONE

Chiudo con una osservazione e un augurio personale: mi auguro che prima di pensare ai funnel di vendita, alle tecnologie di vendita, ai tools, vi fermiate un attimo e pensate alle strade migliori da percorrere anche in base ai rinnovati bisogni emergenti.

L’ascolto, il giusto atteggiamento mentale ed empatico verso il territorio, osservare la direzione, prima ancora di disegnare una strategia.

Ecco perché integro le mie competenze di Mental Coach e di Consulente Strategica specializzata in presa di decisione e gestione dei piani d’azione e di business, con il disegno di strategie di marketing.

Successivamente si attivano i programmatori, i tecnici del marketing, e i vari partners che possono partecipare alle nostre iniziative.

Lascia un commento per farmi sapere se questo articolo ha fatto sorgere in te delle riflessioni.

Facciamo una grande rivoluzione! Tutti insieme.