Valentina Pica

Come crescere online con il proprio personal branding

Oggi siamo immersi in un mare di informazioni. Ciascuna azienda deve differenziare il proprio brand e mettere in campo delle strategie.

Il mondo digitale sta espandendo sempre di più il proprio mercato e la propria potenzialità nel campo del business.

Spesso le imprese assumono professionisti che sanno farsi notare anche sui social media. E purtroppo li licenziano per motivi sempre legati a questi canali, come spesso leggiamo e sentiamo.

Un professionista che vuole essere presente e competitivo nel mercato del lavoro, oggi deve saper comunicare online e far leva sulle proprie competenze e unicità per poter emergere e rendersi attrattivo per le aziende. Questo vale a maggior ragione per lavorare in proprio, e captare i propri potenziali clienti.

Chi lavora in proprio o gestisce un’attività per conto terzi può mettersi in relazione su Linkedin e promuovere i propri prodotti e servizi nel momento stesso in cui vengono erogati, o può coinvolgere le persone in eventi di interesse legati al proprio progetto (Sanzo, F. Narrarsi Online. Come fare personal storytelling. Link: https://www.francescasanzo.net/libri/narrarsi-online-come-fare-personal-storytelling/).

AVVIARE E FAR CRESCERE UN PERSONAL BRANDING

Quando un professionista sceglie di lavorare sul proprio brand può, anzi deve, scegliere almeno uno dei social network a disposizione oggi per poter narrare la propria storia, condividere micro-contenuti o convogliare le proprie competenze in un blog tematico.

In questo modo si intessono relazioni sociali online, capaci di potenziare opportunità di crescita, arricchimento a livello di informazioni, e di lavoro.

Occorre prima capire che cosa raccontare di noi, e come, su una determinata piattaforma. Ci sono numerose strategie di marketing per un profilo personale, che si differenziano leggermente da quelle di una pagina istituzionale.

Sicuramente oggi scegliere di curare la propria brand identity è un fattore leva che permette di potenziare notevolmente le proprie opportunità di carriera.

Occorre solo conoscere le strategie giuste per orientarsi, in modo di non disperdere energie preziose tentando di essere presenti in tutti i social media.

Se si parte da zero, è bene fare un’analisi di mercato per capire quali sono i bisogni della nostra potenziale nicchia di riferimento. La nicchia è un settore specifico di mercato, ossia una categoria psicografica e demografica di potenziali clienti.

Una volta individuati il settore su cui andremo ad operare e il target di riferimento (clienti o leads) con i loro problemi e bisogni da soddisfare, andremo a disegnare le strategie necessarie per avviare in maniera profittevole il nostro business.

Per far crescere l’attività, sarà sempre importante seguire strategie mirate di sviluppo, utili a rendere scalabile l’attività. Potremo passare dal regime dei minimi o forfettario a partita I.V.A. a Società con Responsabilità Limitata, creando una struttura determinata, con dei soci e dei collaboratori.

Dovremo imparare a definire ruoli e a delegare delle azioni, mediante la definizione di protocolli chiari, basati su strategie legate a quelle definite già in fase di avvio dell’attività.

LE STRATEGIE

Innanzi tutto occorre sapere bene:

  • cosa fare e come operare, ossia quali sono le azioni necessarie per l’efficacia economica.

Quindi occorrerà

  • stabilire dei kpi (key factor indicators, ossia indicatori di performance), che ci permettono di monitorare l’andamento dell’attività (ritorno sull’investimento, o ROI, percentuale di conversioni sul totale dei potenziali utenti che potrebbero acquistare i nostri prodotti).

L’analisi di come operare è molto importante, in quando determina la catena di montaggio del nostro business (chi opera per noi, con noi, attraverso di noi).

Sia che si gestisca un’attività individuale online o offline, il social media marketing e il digital marketing (che includa gli strumenti sella SEO, SEM e Google Ads e Analytics), è fondamentale.

Quindi, una  linea strategica digitale prevede:

  • avviare la gestione del content marketing efficace orientato a “vendere senza vendere”: ossia descrivere i prodotti e parlare di argomenti inerenti ai nostri prodotti, ma senza vendita diretta
  • fornire contenuti di valore, bonus gratuiti e posts frequenti sui social network
  • definire sempre meglio i colori del brand, dopo aver ovviamente stabilito la grafica digitale relativa ai vari tipi di posts, stories di instagram, con le palette di colori scelte
  • avere un logo che sintetizzi il core business dell’attività e lo comunichi al meglio
  • costruire un funnel di vendita. Ci sono molti metodi, tecniche e modalità (gruppi privati su you tube, contatto diretto da instagram con Calendly per prenotare consulenze, sfide mediante whatsapp una volta che si clicca su un link che porta l’utente su una landing page..)
  • ideare dei lead magnets: prodotti che possono essere regalati o venduti a prezzi molto bassi, utili a ottenere dei leads, ossia trasformare i followers in potenziali compratori.

Su internet troverai tantissimi approfondimenti su questi argomenti ma mi piaceva l’idea di sintetizzarli in un unico articolo.

Non voglio estendermi troppo, intanto è un quadro che comprende tutti gli scenari, e ti consiglio di approfondire su piattaforme come quella di Studio Samo (link: https://www.studiosamo.it/ o di Veronica Gentili (link: https://www.veronicagentili.com/), qualora tu volessi sapere di più sulle strategie di marketing.

LO STORYTELLING

Per ultimo, ma non dimenticato, mi son sentita in dovere di accennare allo storytelling.

Un’elemento narrativo fondamentale del nostro content marketing, ma anche se non abbiamo dei canali social e abbiamo solo un sito vetrina o un e-ccommerce.

Il nostro brand si deve raccontare, e quindi una sezione “chi sono” deve sempre apparire sulle nostre pagine web, anche per essere più comprensibile e vicini al nostro pubblico.

Un nostro potenziale cliente potrebbe innamorarsi di quello che facciamo proprio grazie al nostro storytelling.

Questo metodo permette di narrare la storia della nostra azienda o della nostra professione: sfide, problemi affrontati e risolti, risultati raggiunti, valori che ci muovono.

Se vuoi approfondire, ti consiglio una lettura che ho trovato molto interessante: /https://www.francescasanzo.net/libri/narrarsi-online-come-fare-personal-storytelling/

Per concludere, è importante introdurre sempre un pitch o un pay off nel discorso, ossia cosa facciamo e perchè lo facciamo, in breve. Ossia, qual’è la nostra “missione”, o il nostro obiettivo.Trovi, citato tra le virgolette, un ottimo pitch proprio sul sito di Veronica Gentili, già citato prima.

Spero che questo testo ti sia utile per il tuo percorso professionale. Se trovi che sia così, lasciami un commento di seguito, o contattami e raccontamelo.

Se vuoi che io ti segua per disegnare la strategia del tuo brand, scrivimi privatamente.

 

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