Valentina Pica

Crisi Covid-19. Strategie di resilienza: mindset e marketing.

Il periodo che stiamo attraversando fa percepire i risvolti già preannunciati dell’Antropocene.

Un’era complessa, che preannuncia un periodo di grande cambiamento e trasformazione, che secondo il docente di Urbanistica dell’Università di Palermo, Maurizio Carta, autore del libro “Futuro, come vivere dopo la pandemia”, si può chiamare NeoAntropocene.

(Link a un mio articolo su Linkedin su di lui: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6650850553276571648/).

Occorre ridisegnare le nostre città in modo partecipato; creare strumenti digitali che favoriscono le relazioni e la risposta dei servizi che ascoltano le necessità emergenti.

L’attenzione all’ambiente e alle relazioni tra comuni minori (networks territoriali) stanno emergendo sempre di più agli occhi dei valutatori dei finanziamenti dei fondi strutturali, che vanno ottenuti e spesi.

L’Italia Digitale, prima di questa crisi, stava stentando a costruirsi, ma credo che si possa prevedere o auspicare una infrastrutturazione massiva nel Paese per garantire la banda larga, viste le attuali necessità.

Le piccole e medie imprese devono necessariamente gestire le analisi che precedono azioni di marketing più o meno efficaci, ossia lavorare sullo studio di mercato, dei reali bisogni dei potenziali clienti, e del cambiamento di questi bisogni in atto.

Simona Ruffino, esperta in strategie di Branding, parla di “marketing umano” (Link al suo sito: https://www.simonaruffino.it/).

Secondo lei occorre prima di tutto:

  1. Delineare una comunicazione efficace basata sull’ascolto del territorio e delle esigenze dei clienti.
  2. Curare le relazioni, le strategie di interazione con i propri potenziali acquirenti, magari offrendo dei pacchetti con prezzi vantaggiosi rimandando i pagamenti.
  3. Disegnare scenari futuri costruendo valore, e curando tutti gli aspetti del proprio brand: dal logo, al sito, fino ad arrivare a attività live (video-interviste, eventi su Event Brite, offerte su Amazon).

Personalmente credo che in questo bellissimo Paese, l’Italia, mancano una cultura digitale diffusa e una cultura d’impresa efficace. Come Simona, è una missione che ho iniziato a portare avanti quest’anno dopo tanti anni in cui mi sono occupata di ricerca scientifica.

COME IL MARKETING DIGITALE AIUTEREBBE A USCIRE DALLA CRISI IN ATTO

Sono certa che si aprono davanti a noi scenari profondamente trasformativi.

I progettisti dovranno ripensare l’architettura come un servizio che risponda a questa emergenza; i politici dovranno aprire a scenari di sostenibilità e diminuzione delle contaminazioni (o, almeno, mi piace pensare che lo faranno).

Cosa possiamo fare noi consulenti e professionisti per contribuire dal basso, con strumenti che sono nelle nostre mani? Credo che il digital marketing possa dare delle risposte.

Può permettere di infittire reti collaborative e l’acquisizione di clienti. Inoltre assicura il potenziamento del lavoro freelance, che può diminuire le contaminazioni dovute ai pendolarismi (spostamenti casa-lavoro).

Non tutti gli studi professionali o le piccole e medie imprese però sono pronti per questo cambiamento. Ecco quindi alcune linee guida.

RICONVERTIRSI AL DIGITALE

Ogni professionista che voglia essere attivo sul mercato e crescere con la propria attività dovrà dotarsi di una cassetta di strumenti che gli permettono di gestire la complessità.

Tutte le azioni di marketing e di comunicazione possono essere estremamente efficaci per poter avere clienti, convertire e ottimizzare il proprio lavoro. Ma si tratta anche di un mondo complesso che va affrontato con i giusti passi, e questo si può fare solo con una strategia disegnata su misura in una consulenza one to one con il cliente.

Occorre iniziare a capire:

1. la Visione, il Proposito, che obiettivi si vogliono raggiungere con la propria attività;

2. Costruire la parte del copy, della comunicazione, cosa comunicare, come, e su quali canali; definire il proprio elevator’s pitch o claim..

3. Costruire la parte grafica, visual, del proprio brand, curandone i vari aspetti, come la palette di colori, i simboli, il banner e le varie grafiche per i social media.

COSTRUIRE IMPRESE E STUDI PROFESSIONALI CAPACI DI RISPONDERE AL CAMBIAMENTO

Per essere competitivi nella fase di ripresa post-emergenza, bisogna iniziare a informarsi e a lavorare da subito.

Oltre alla cura di questi passi fondamentali, bisogna curare molto il proprio asset mentale, sviluppando un atteggiamento pro-attivo e responsabile: ossia abile a rispondere.

Obbligo di noi formatori e consulenti credo sia il fare cultura d’impresa e diffondere le potenzialità del digital branding, allacciando alleanze e collaborazioni con gli specialisti e i tecnici (dai SEO specialist ai Content Marketing creators..).

Durante il mio percorso come ricercatrice nel campo dello sviluppo strategico del territorio e la protezione del patrimonio locale, ho iniziato a intuire come l’e-commerce marketing e le strategie digitali possono concorrere allo sviluppo sostenibile del nostro bellissimo Paese.

In questo contesto, le piccole e medie imprese sono l’ossatura dell’economia locale, e devono apprendere l’impiego di strumenti di monitoraggio, applicando i key factors indicators, o indicatori di performance, che di solito sono alla portata solo delle grandi aziende; ma non solo, devono anche fare un upgrade della loro comunicazione online a livello locale.

Oggi si sta parlando anche di urban marketing e, finalmente, di analisi dei bisogni.

UN ESEMPIO

Un esempio pratico: un mio cliente, possessore di una piccola impresa nel campo food, è stato guidato da me nell’analisi dei bisogni locali durante questa crisi.

Abbiamo individuato suoi possibili joint ventures, ossia partners, per una iniziativa di servizio a domicilio. Ha iniziato a fare da linker attivando il servizio per vendere i prodotti di questi suoi partners, oltre ai suoi.

Questa nuova attività è stata attivata in una cittadina di provincia semplicemente ascoltando i nuovi bisogni e creando il piano di comunicazione con i clienti, e sui canali social media di questo cliente.

Sarà ancor più efficace creare delle app apposite gestire dai vari brand o dalle PMI locali per facilitare l’attivazione di questi business.

UNA RACOMANDAZIONE

Chiudo con una osservazione e un augurio personale: mi auguro che prima di pensare ai funnel di vendita, alle tecnologie di vendita, ai tools, vi fermiate un attimo e pensate alle strade migliori da percorrere anche in base ai rinnovati bisogni emergenti.

L’ascolto, il giusto atteggiamento mentale ed empatico verso il territorio, osservare la direzione, prima ancora di disegnare una strategia.

Ecco perché integro le mie competenze di Mental Coach e di Consulente Strategica specializzata in presa di decisione e gestione dei piani d’azione e di business, con il disegno di strategie di marketing.

Successivamente si attivano i programmatori, i tecnici del marketing, e i vari partners che possono partecipare alle nostre iniziative.

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Facciamo una grande rivoluzione! Tutti insieme.

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