Valentina Pica

Il segreto del successo non è solo essere nel posto giusto al momento giusto

L’altro giorno leggevo per la terza volta il best-seller “Il segreto è credere in se stessi” di Brian Tracy. Link per acquistarlo: https://bit.ly/-libro-Brian-Tracy

Nel quinto capitolo si fa esplicito riferimento all’importanza di conoscere bene le proprie aree di competenza per costruire una strategia di successo nel mondo del lavoro.

L’autore chiama l’insieme di competenze “giuste”, ovvero di punti di forza, “aree di vantaggio competitivo”.

PROGETTARE IL PROPRIO SUCCESSO

Tutto questo non è frutto del “caso”, semmai piuttosto di un lavoro di “progettazione” e di costruzione del proprio profilo professionale sulla base delle skills o competenze (e non un banale elenco di esperienze professionali da curriculum vitae).

Occorre incontrare un nesso sequenziale piuttosto tra le varie competenze unite per settore o area d’azione, in modo da rendere il profilo accattivante e interessante e in target con aziende che cerchino questo tipo di figura.

Bisogna cioè, disegnare un tipo di professionalità che risponde a delle esigenze reali, a dei bisogni, attraverso il saper fare, e non i tioli di studio. Un profilo cioè che io chiamo appetibile contrattualmente. Ossia che un azienda assumerebbe (anche se poi magari si opta per lavorare freelance).

ESSERE APPETIBILI CONTRATTUALMENTE

In un mercato del lavoro sempre più dinamico e competitivo, se si vuole stare al passo e ambire a cambiare anche settore o azienda, per crescere economicamente in soddisfazione personale, occorre tenere a mente queste semplici strategie:

  1. Aumentare ogni 2/3 anni le competenze nelle aree più ricercate sul mercato, investendo su se stessi;
  2. individuare il nucleo di competenze più forti, ossia i nostri “punti di forza”, e orientarle al settore più dinamico e che ci piace maggiormente;
  3. costruire la propria “area di vantaggio competitivo”: un incrocio tra i punti di forza, i nostri interessi più autentici, i nostri talenti innati, e ciò che richiede il mercato;
  4. fare attenzione ai nostri “punti di debolezza”: spesso si manifestano quando tendiamo a voler mettere a frutto le nostre competenze in settori che non le richiedono, quindi esse diventano inutili, e perdiamo la giusta grinta e motivazione.

Torniamo quindi all’antico detto “conosci te stesso”, per poter progettare e compiere la propria realizzazione personale.

Se questi consigli ti sono piaciuti, considera che posso guidarti nella tua crescita o cambiamento professionale attraverso un percorso di coaching strategico e orientamento al lavoro.

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